La migrazione delle masse è divenuto un fenomeno oggi diffuso. Lo spostamento può essere di tipo a breve raggio, con piccoli percorsi casa lavoro o piccolo pendolarismo oppure a lungo raggio, con lunghi tratti percorsi per lavoro o per il tempo libero. E’ comunque un fenomeno che avviene quotidianamente e che coinvolge la maggioranza della popolazione.
Nella frenesia della vita contemporanea dove il tempo produce univocamente denaro è auspicabile che lo spostamento sia il più breve possibile. Per andare da A a B si passa per C, l’ipotenusa del triangolo. A volte tuttavia è possibile invece voler percorrere la distanza maggiore passando per A e B e quindi godendo di un tratto di percorrenza lungo.
E’ il caso dei percorsi panoramici, e degli spostamenti legati al tempo libero.
Nel percorrere un tragitto è necessario fare delle soste o delle tappe che interrompano l’itinerario. Le soste sono il luogo dove il viaggiatore si ferma, dove si guarda intorno dove può interagire con altri viaggiatori, mangiare dormire e svagarsi.
Questi luoghi sono spesso sopesi nell’itinerario,i “non luoghi” di M.Augè in quanto slegati dal territorio in cui si trovano e collegati solo ad una rete di percorrenza. Quando invece si integrano con una realtà locale, diventanto allora Superplaces, sono ponte e tramite tra una realtà in movimento ed una realtà stanziale, sono i topoi del viaggiatore.